Il Resto del Carlino: BANCA DI GRADARA GUARDA AL FUTURO "UN'AGGREGAZIONE PER CRESCERE"

Fausto Caldari: "Numeri positivi, dobbiamo riflettere e decidere"


E' TEMPO di cambiamenti per la Banca di Gradara.

Presidente Fausto Caldari come è andata?
"In attesa dell'assemblea dei soci, il 2017 si chiude con un utile di 3,2 milioni di euro ed i parametri operativi sono in costante sviluppo. Si tratta di un ottimo risultato. La raccolta complessiva è oltre 850 milioni di euro
(+6,24%), impieghi 445,3 milioni (+8,60%), patrimonio netto 82,2 milioni di euro, Cet1 18,9%".

La riforma delle Bcc a che punto è arrivata?
"La BCC di Gradara ha aderito al Gruppo Iccrea e, pur avendo una buona solidità patrimoniale e tutti i parametri di vigilanza in regola ribaditi anche dalla recente ispezione di Banca d'Italia, sta valutando varie possibilità, alla
ricerca delle condizioni migliori e degli equilibri operativi necessari, per un'attività che la ponga in linea con le vigenti disposizioni, con le necessità del territorio, assicurandole piena autonomia".

Quali saranno gli scenari?
"Ci sono sfide che una Bcc da sola non riuscirà a sostenere, come gli investimenti sul digitale, l'erogazione di particolari servizi, il contenimento dei costi, una maggiore sicurezza. Il Gruppo, dovrà garantirci i servizi di rete,
economie di scala, l'organizzazione strategica, la qualità e la convenienza dei prodotti, l'approvvigionamento di denaro, la sicurezza operativa. L'autonomia dell'istituto bancario, dipenderà dalla sua meritevolezza, dal suo livello
di solidità, dalla sua capacità di reddito".

Previsioni per il 2018?
"Alla luce dei risultati e del continuo trend positivo, dobbiamo guardare al futuro della nostra banca con fiducia e con rinnovato entusiasmo, consapevoli della nostra solidità economica, della professionalità dei collaboratori e
della forte reputazione conquistata nel tempo. I numeri appena enunciati hanno un preciso significato e rappresentano valori sui quali occorrerà riflettere, anche in considerazione di una possibile aggregazione".

Dunque le voci con Rimini...
"La fusione con un'altra banca locale, che abbia gli stessi interessi, che condivida lo stesso territorio, e le stesse modalità operative, potrebbe diventare, anche per noi, una possibilità in più per difendere la nostra autonomia".

Aggregati e autonomi? Ci spieghi
"Le piccole realtà locali non riusciranno più a restare sole sul territorio, perché le nuove disposizioni impongono controlli all'interno di ogni banca, maggiori costi, nuove tecnologia, strutture adeguate e grande professionalità.
L'aggregazione è un fenomeno indicato da Banca d'Italia, sollecitato dalla Bce e sostenuto dal Governo. Se avviene prima dell'entrata in vigore della riforma, come una libera scelta, permetterebbe alle banche di essere protagoniste,
scegliendo partner adeguati ed un progetto di sviluppo condivisi".

Alla luce della riforma in atto, continuerete ad essere vicini al territorio?
"Intanto vogliamo essere prima di tutto noi stessi i protagonisti del cambiamento. Per la Bcc di Gradara la cooperazione di credito non deve essere solo una formula giuridica, ma un valore e la condivisione di interessi col territorio
è il fondamento essenziale".

Il contributo al territorio?
"Chiaro indicatore è l'investimento destinato annualmente alla mutualità, solidarietà, cultura, per un importo complessivo di oltre un milione di euro. Posso anticipare - conclude il presidente Fausto Caldari - che, proprio nei giorni
scorsi il Cda della banca ha dato il suo assenso a due importanti donazioni: all'Asl della Romagna e all'Azienda ospedaliera Marche Nord di Pesaro".

Sarà l'anno dell'aggregazione?
"Vogliamo ridisegnare un modello che sia solido e competitivo sul mercato, che metta al centro la banca locale; un modello nel quale soci e clienti possano facilmente identificarsi".

(articolo apparso su "Il Resto del Carlino", martedì 30 gennaio 2018)

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