sabato 23.02.2019  07.36

"INSIEME Sì", AFFARI E SPETTACOLI

Intervista a Fausto Caldari, presidente della Bcc di Gradara

Torna il prossimo week end l'Expò di Primavera, la manifestazione per il rilancio dell'economia del territorio organizzata dalla Banca

Secondo appuntamento con "InsiemeSì Expò di Primavera", la manifestazione ideata da Fausto Caldari, presidente della BCC di Gradara per il rilancio dell'economia del territorio. Sabato e domenica prossima ci sarà di nuovo il pienone alla Fiera Campanara di Pesaro occupata da 260 espositori, mostre, intrattenimenti, un palco per gli eventi, la presentazione di film e di libri, tra cui un appassionante volume fotografico sulla  Pesaro di ieri. Un'autentica kermesse di affari e 'leisure'.

Cosa rappresenta l'Expò di Primavera?
"Una manifestazione di buon auspicio e di sostegno rivolto ai soci e clienti della banca, ma più in generale a tutti gli imprenditori di ogni settore produttivo e a chiunque abbia optato per la scelta non facile di rischiare in proprio - imprese, artigiani, professionisti - per creare ricchezza a sé e agli altri".

Un'intuizione che lo scorso anno ha ottenuto un successo clamoroso.
"Avevamo pensato - cogliendo mi pare nel segno – che la strada più giusta fosse offrire un’occasione di incontro, di ritrovo, di vetrina, di esposizione merceologica, nella quale tutti insieme le imprese del territorio potessero ritrovare lo slancio di andare avanti a dispetto dei molti problemi contingenti e dell’ansia per un futuro dai contorni incerti. C’è stata una vera gara a partecipare. Debbo ammettere che non ci  aspettavamo un successo così clamoroso: e quest’anno sono saliti a 260 gli espositori accorsi in poche settimane a occupare gli stand e le strutture messe gratuitamente a disposizione”.

Una sorta di “piazza affari”?
“Questo è il sottotesto dell’iniziativa. In un’epoca in cui quasi tutte le relazione interpersonali stanno diventando virtuali e gli incontri, sia pubblici che privati, si effettuano sui social network restando ognuno isolato dietro il proprio computer, noi abbiamo rilanciato la necessità di ritrovarci in persona, di stringerci la mano, di guardarci negli occhi, di avvertire il calore dell’altro, la sua curiosità, la sua simpatia. Stabilire nuove e proficue alleanze immersi nel calore degli affetti, attorniati da amici e familiari”.

Una decisa ‘controtendenza’!
“Il nostro Istituto non disdegna certo l’apporto indispensabile della tecnologia, i cui stupefacenti traguardi ci hanno liberato da tante servitù consentendoci una vita più comoda e sicura; ed è ben noto come la BCC di Gradara abbia messo tempestivamente a disposizione dei clienti ogni presidio informatico per una migliore e più rapida utilizzazione di tutte le funzioni a cui si può accedere senza muoversi dal proprio studio o dalla propria azienda. Allo stesso tempo, però, non vogliamo dimenticare la forte, insostituibile energia che si genera e si espande nel contatto interpersonale, nella convinzione che sia possibile crescere assai più in fretta mettendo in comune, e a confronto diretto, idee e progetti, esperienze e ispirazioni, informazioni e cultura”.

I risultati?
“La nostra banca anche quest’anno ha prodotto risultati incoraggianti; ancora una volta, mi piace aggiungere, decisamente in crescita all’interno di un panorama generale di sofferenza e di regressione. A fine anno il patrimonio aziendale si è attestato su 72 milioni di euro; con un risultato positivo di 6 milioni di euro. Al di là delle aspettative. La BCC di Gradara si colloca nella  classifica di “Banca Finanza” al 1° posto nelle Marche,al 2° nell’Emilia Romagna, e al 16° in tutta Italia”.

Cosa possiede in più il vostro istituto che le altre banche non hanno?
“Pur essendo la BCC di Gradara un istituto finanziario privato, con precise e inderogabili regole di profitto, la nostra azione sul territorio può essere non di rado assimilabile alla funzione di un ente pubblico. Negli ultimi 10 anni gli investimenti a supporto delle infrastrutture locali, delle associazioni no profit e delle istituzioni ammontano ad oltre 10 milioni di euro circa, compreso le donazioni, distribuiti nell’etica irrinunciabile dei nostri valori e nella fedeltà alla matrice cooperativa di banca socialmente responsabile.

Con un occhio alle nuove generazioni?
“La disoccupazione resta ancora alta, ma i segnali di una inversione di tendenza stanno giungendo incoraggianti, e la politica ha capito che senza investire sui giovani non c’è futuro. Il problema giovanile è al centro della nostra preoccupazione, le strategie della banca sono improntate ad accompagnare lo sviluppo culturale e professionale dei nostri figli in ogni campo, dalla scuola all’impresa. Non vogliamo che le forze migliori del nostro territorio siano costrette a cercare all’estero una strada di affermazione, consapevoli che la nostra ricchezza poggia sulla loro preparazione e sul loro talento.

Se volesse riassumere la vostra filosofia in una frase?
“Un futuro è migliore se è migliore per tutti”.

(articolo apparso su "La Voce", venerdì 20 marzo 2015)

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