IL CREDITO COOPERATIVO DI GRADARA AL TRAGUARDO DEL PRIMO SECOLO

Bilanci lusinghieri per l'istituto a cavallo fra Marche e Romagna

Un 2010 in salute per il Credito cooperativo di Gradara. Per la storica banca, che festeggia il suo primo secolo di vita, parlano i numeri.

L'anno scorso la raccolta totale è stata di 691 milioni di euro, mentre gli impieghi hanno raggiunto quota 474 milioni. Il bilancio d'esercizio, approvato domenica scorsa in occasione dell'assemblea dei soci (allo Snaporaz di Cattolica) si è chiuso con un utile di oltre 4 milioni, mentre il patrimonio si attesta intorno ai 55 milioni. Oggi la banca di Credito cooperativo di Gradara può vantare ben 2325 soci, 19 filiali e 107 dipendenti.
E nonostante la crisi economica non sia ancora passata, non è mancato il sostegno dell'istituto di credito del territorio. Ben 186 gli interventi finanziati dalla banca, per un totale di 1 milione e 74mila euro: di questi 427.350 sono stati stanziati a favore di progetti per la salute, altri 191.436 per arte, cultura, formazione e istruzione, mentre altri 162.758 sono serviti a iniziative e eventi dedicati al tempo libero, alla famiglia, allo sport e all'ambiente.

Esprime soddisfazione il presidente del Credito cooperativo di Gradara Fausto Caldari: "Il bilancio del centenario dà valore ai nostri principi di mutualità, di solidarietà, di prevenzione e cura della salute, di sostegno del territorio. Principi e valori che continuano a caratterizzare la nostra attività rendendola ancora più efficace ed incisiva". Per il futuro "abbiamo l'obbligo ed il dovere di svolgere un'attività industriale vera e propria che dia profitti, che produca utili, ma contemporaneamente - avverte Caldari - occorre prestare attenzione alla comunità, conoscere le sue problematiche, le sue esigenze, prevenire le necessità degli imprenditori, cogliere le esigenze delle persone e delle famiglie".

Ecco perché la banca di Gradara "è rimasta vicino alle esigenze delle famiglie e delle piccole e medie imprese, continuando così a erogare credito anche quando altri intermediari l'hanno ristretto. Dai dati di bilancio, la nostra appare una banca in salute, che continua a fare utili, a distribuire servizi, a sostenere concretamente il territorio ed a favorirne la crescita". Il milione di euro destinato a realtà culturali, sportive, religiose e laiche, scuole e realtà di volontariato, istituzioni, enti vari e l'Ausl lo dimostra, ed è la testimonianza "del legame profondo che la banca di Credito cooperativo di Gradara mantiene con la comunità in cui opera - conclude Caldari - Non solo per gli oltre 100 anni di storia, ma perché tutta la ricchezza prodotta viene reinvestita sul territorio per farlo crescere e prosperare".

(articolo apparso su "Il Resto del Carlino",  mercoledì 11 maggio 2011)

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