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Dal 4 marzo il ciclo di incontri "Arte, avventura della mente"
Godere la bellezza di un'opera d'arte non è solo un'esperienza estetica, ma potrebbe anche essere uno strumento terapeutico studiato da due discipline: la psicoanalisi che ha rivelato lo stretto rapporto fra inconscio e arte e la neuroestetica, che studia le basi neuronali della creatività e dell'esperienza artistica. Fruire di un'opera d'arte non è solo un fatto filosofico, il cervello si immedesima nell'opera d'arte e offre uno strumento per capire di più: cosa rivelerebbe per esempio, dal punto di vista neurologico, una risonanza magnetica effettuata su un soggetto che ammira un'opera d'arte o addirittura la crea?
"Arte, avventura della mente" si muove proprio su questo terreno con un ciclo d'incontri interdisciplinari organizzati all'assessorato alla cultura del Comune di Pesaro e dall'associazione "Arte e Psicologia", sostenuti dalla Banca di Credito Cooperativo di Gradara e dal Ristorante "Amabile" di Frontone. In programma ci sono tre incontri incentrati su arti visive (4 marzo), letteratura (19 marzo) e musica (1 aprile) che sono stati presentati dall'assessore Gloriana Gambini, dal dottor Luciano Fattori, presidente dell'ordine dei medici pesaresi che patrocina l'iniziativa e dalla dottoressa Beatrice Viti, neurologa dell'Ospedale di Rimini. Il primo incontro, sulle arti visive, è in programma per venerdì 4 marzo (ore 18) nella ex chiesa della Maddalena: la psichiatra e psicoanalista Graziella Magherini parlerà su: "La fruizione artistica; fondamenti psicoanalitici e corrispettivi neuronali"; l'artista sarà il pittore Walter Angelici, con le sue opere.
(articolo apparso su "Il Resto del Carlino", lunedì 28 febbraio 2011)
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