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Vino e minerali diedero a Rimini l'internazionalità
RIMINI - "Un ulteriore tassello al programma di recupero dell'identità del territorio". E' questa, con le parole del presidente Fausto Caldari, la prima definizione di Rimini Marinara, il libro che la Banca di Credito Cooperativo di Gradara ha presentato ieri in anteprima al teatro degli atti di Rimini. Ne è autrice la professoressa Maria Lucia De Nicolò, docente all'Università di Bologna e uno dei principali studiosi internazionali della storia marinara del Mediterraneo. Il volume, prima parte di un'opera che la studiosa completerà il prossimo anno, è anche la prima delle pubblicazioni che l'istituto di credito cooperativo dedica alla città di Rimini. Il libro, che porta il sottotitolo "istituzioni, società, tradizione navale nei secoli XIII - XVIII", è incentrato sul porto di Rimini a partire dal basso Medioevo, "ma non è un'indagine sulla storia dell'approdo riminese, bensì sulla sua marineria". Il libro della professoressa De Nicolò "da spazio soprattutto all'internazionalità del porto di Rimini, seguendo in particolare due prodotti: il vino e i materiali minerari". Nel basso Medioevo il vino dei colli riminesi era ritenuto un'eccellenza perchè particolarmente adatto al trasporto per mare in quanto l'inevitabile movimento al quale era sottoposto in navigazione ne migliorava le caratteristiche. I prodotti minerali, in particolare ferro e rame, avevano nell'approdo riminese il principale punto di transito, tanto che i mercanti della città ne detenevano una sorta di monopolio.
Rimini Marinara 1, 320 pagine stampate presso la Pieve Poligrafica Editore di Villa Verucchio, consta di tre sezioni che rappresentano un prezioso inquadramento di una gran mole di fonti storiche inedite. La prima sezione è dedicata al porto: giurisdizione e manutenzione tra basso medioevo ed età moderna. La seconda sezione tratta della comunità, dei dazi e delle fiere nei secoli XV - XVIII soffermandosi su mercanzie e pesca mentre la terza sezione è dedicata a uomini, barche e cantieri.
Al termine della presentazione del libro, l'associazione culturale "Teatro in Miniatura" ha tradotto in emozioni, su testi originali, brani di storie del porto con la piéce teatrale "Cronache e suggestioni marine".
(articolo apparso su "La Voce", domenica 5 ottobre 2008)
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