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Restauro dell'organo



Il 27 luglio, dalla chiesa del Santissimo Sacramento di Gradara, sono uscite di nuovo, dopo oltre 50 anni di silenzio, le vibranti note del settecentesco organo Callido, restaurato dall'organaro Luciano Peroni. L'inaugurazione dell'organo restaurato rappresenta il recupero di uno dei più preziosi cimeli che Gradara possieda. Mons. Piero Coccia, Arcivescovo di Pesaro, ha detto: "Le note liturgiche del passato riecheggiano oggi nel nostro presente come collegamento di fratellanza al di là del tempo e dello spazio, secondo i valori che la Confraternita del SS. Sacramento ha testimoniato. Ringrazio la Direzione dei Beni Culturali della CEI, la Banca di Credito Cooperativo di Gradara, la Soperintendenza delle Marche, le Confraternite e il restauratore. Che le note di codesto 'Callido' sollevino il nostro spirito per aiutare la pace".
Il presidente della BCC di Gradara, Fausto Caldari, ha sottolineato: "Con piacere abbiamo finanziato il progetto di restauro dell'antico organo Callido, convinti di restituire alla comunità gradarese una parte molto cara della loro storia. Il recupero dell'organo si è proposto di riattivarne la fruibilità per l'uso liturgico e di favorirne l'attività concertistica, ampliando così l'offerta culturale di Gradara tesa alla massima valorizzazione del suo patrimonio storico. La BCC di Gradara, sempre attenta e sensibile alla riscoperta delle antiche tradizioni e alla cultura del territorio, fa omaggio alla comunità di un pregevole libretto che presenta il percorso restaurativo di Peroni e tutta l'avvincente storia dell'organo di Gaetano Callido documentato come l'opera n.194 del 1783."
L'organo è catalogato nel registro callidiano come "Pesaro Monache Cambio Gradara", innescando un enigma che ancora appassiona gli storici del settore. Probabilmente significa che l'organo fosse destinato a un convento pesarese di monache e poi trasferito ('cambio') a Gradara. Lo strumento dispone di 454 canne, due mantici a 5 pieghe, un somiere a 13 stecche, un tamburo acustico da 3 canne di legno, una pedaliera da 10 tasti, una tastiera da 45 tasti, 13 registri, trasmissione meccanica a due catenacciature.

(articolo apparso su "La Voce", sabato 4 agosto 2007)

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