sabato 23.03.2019  13.34

In scena la vita di un editore ebreo fascista poi "pentito"

La "Filosofia del ridere" di Formiggini

CATTOLICA - Questa sera alle ore 21,15, presso il Teatro della Regina, andrà in scena "Mamsèr Bastardo - la storia di Angelo Fortunato Formiggini", con Micaela Casalboni e Gianfranco Tondini, Gressi Sterpin: fisarmonica, Silvia Tarozzi: violino. Testo e regia di Nicola Bonazzi. Si tratta della compagnia del Teatro dell'Argine di San Lazzaro di Savena (Bologna), di cui fanno parte anche Andrea Paolucci e Pietro Floridia come registi e direttori. Andrea è figlio del compianto professor Guido Paolucci e Micaela è sua moglie, molto conosciuta e ammirata a Cattolica come voce recitante nelle presentazioni dei tre volumi di ricordi cattolichini del suocero Guido. La rappresentazione dell'opera è offerta ai cittadini dall'assessorato alla cultura del Comune di Cattolica e dalla Banca di Credito Cooperativo di Gradara, che ancora una volta si distingue per iniziative culturali differenziate che la città dimostra sempre di apprezzare molto. Il Teatro dell'Argine nasce negli anni '90 con l'intento di lavorare sulla drammaturgia contemporanea per divulgare un progetto aperto a tutta la comunità ritenendo che il teatro sia un bisogno primario dell'uomo come quello di alimentarsi. Alla base di tale progetto, la produzione di spettacoli e di iniziative di pedagogia teatrale rivolta ai giovani per ripercorrere la memoria del passato e il senso del presente. Gli spettacoli affrontano tematiche civili e storiche, esplorando linguaggi diversi che vanno dal teatro di narrazione al teatro fisico a quello di parola. Il protagonista di quest'opera, Angelo Fortunato Formiggini, è stato uno degli editori più importanti del '900, ideatore della collana "Classici del ridere", scrittore e umorista laureato con la tesi "Filosofia del ridere" all'ateneo di Bologna. Era un ebreo che all'inizio del fascismo simpatizzò per il regime, ma che poi ripudiò clamorosamente alla promulgazione delle leggi razziali del '38. A quel punto vi "organizzò" contro una sua teatrale "vendetta". Inguaribile utopista e intellettuale, Formiggini, intendeva il suo lavoro di editore come una missione, spinto da un grande amore per i libri invece che per il denaro. Un Don Chisciotte che scontò col suicidio la barbarie dei suoi tempi.
Sulla sua fine, il fascismo impose il silenzio, che continuò a lungo. Ora, per iniziativa del Comune di Cattolica e della Banca di Credito Cooperativo di Gradara, s'intende rendere omaggio, in occasione del 25 Aprile, alla vita di un protagonista "fuori serie" del ventennio fascista, un originale "antieroe" armato "solo" di grande cultura e potente ironia. Un uomo che aveva la "stranezza", ma soprattutto la forza e l'entusiasmo, di credere nel valore benefico della risata come antidoto ai mali della guerra. Lo spettacolo di stasera è un omaggio a lui e anche al nostro carissimo Guido Paolucci che amava particolarmente la figura di Formiggini, forse proprio per la sua profetica analogia a quella di Patch Adams, il famoso medico che introdusse la "terapia del ridere" in corsia. Quindi, saper ridere e saper fare ridere, è sempre un antidoto al senso della morte. E comunque fa bene sia alla salute che alla vita.

Wilma Galluzzi

(articolo apparso su "La Voce di Romagna", sabato 21 aprile 2007)

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